QUESTA ISPIRAZIONE BLOGGHICA MI È VENUTA NEL VEDERE IL SITO DI ANTOINE, CHE È QUI FRA I COLLEGAMENTI. NON HO LA PRETESA CHE SI VENGA A VEDERE IL MIO BLOG, MA MI PIACE L’IDEA DI AVERE UN POSTICINO DOVE LASCIARE QUALCHE FOTO E RACCONTO BARCELLONESE, PER I MIEI AMICI LONTANI…

Wednesday, August 20, 2008



tempo d'esposizione lungo ed accendino



a casa, per cena



la scuola



mentre özy parlava con il sihnor turismo del villaggio



i cinesi, con un vecchio lada su per stradine di montagna, sono arrivati perfino qui, a vendere le cianfrusaglie piú inutili



Lahic famosa per l'artigianato del rame



destinazione Lahic



acqua fresca



incrocio dove ci ha riscattati il proprietario del "super"market del villaggio



e poi finalmente verso le montagne, dopo un viaggio su un autobus-montagna russa che ci ha smollato proprio qui, ad un direi non proprio trafficato incrocio



özy e il suo terzo occhio



terzo giorno, due zombi fra le vecchie stradine, dopo la tempesta intestinale



all'entrata della cittá vecchia

Baku-Madrid



Un'altra volta da Istanbul parte il viaggio estivo. O forse dovrei dire dall'aeroporto di Parigi: é lí che mi son trovato con Özy, fra un aereo e l'altro, al gate verso la Turchia. Poi tre magnifici giorni di passeggiate in Istiklal Caddesi, aperitivi davanti al Bosforo, gioia degli occhi e della mente, che giá voleva spalmarsi definitivamente sul profilo della cittá.
Ma il 21 luglio, eccoci in viaggio per Baku, su un aereo incerto. Caldo, terra gialla e deserta, cittá in lontananza, tubi e ciminiere e alla fine un Caspio sporco e puzzolente... come ce lo aspettavamo dopotutto. Alberghetto in centro, cena in un ristorante turco, una birrozza per strada e ancora non sapevamo che cosa ci aspettava. 24ore di vomito e diarrea, giusto a partire dal secondo giorno.

Friday, March 02, 2007

Plaza del Pi

Ed eccoci qua dopo ere di silenzio. I vicini di casa hanno definitivamente disattivato il loro wireless, percio' niente piu' internet a sbafo, mo devo venire in piazza o in biblioteca per connettermi. Da qui la scarsezza (scarsezza?!) degli aggiornamenti blogghici. Peccato... Ma in compenso mo c'ho piu' novita'!
Numero 1: se tutto va bene, a breve sarò un velista patentato! Dopo essermi rovinato economicamente, ho finalmente iniziato le lezioni di vela ed il 16 marzo avro' l'esame per la patente nautica. Prossima tappa, Baleari!
Numero 2: ho ripreso anche le lezioni di cinese... un disastro. Sto lentamente cercando di recuperare almeno uno straccio di quello che sapevo prima. La mancanza di pratica dopo i tre hanni spagnoli ha avuto effetto quanto mai deleterio, ma vedremo di tornare in pista. Perdipiu' a maggio saro' forse a Pechino, e questo aiutera'.
Numero 3: come se non bastasse, inizio la prossima settimana un corso di giapponese... arigato! Che non sia mai che i picchi delle difficota' cinesi mi impediscano di continuare il mio pellgrinaggio linguistico.
Numero 4: ho imparato a fare il merengue. Il che ha avuto due risultati strettamente relazionati fra loro. Da una parte la crescita esponenziale di visite domenicali a casa, dall'altra l'irrobustimento meno esponenziale ma tutto sommato notevole del mio braccio destro, dovuto al fatto che in casa non abbiamo frullatore elettrico.
Numero 5: ho ricominciato ad andare in palestra e ho iniziato nuoto. Come avevo detto, cosi' ho mantenuto, ed al terzo mese la costanza non ha ancora ceduto minimamente!
Numero 6: qualche weekend fa sono andato a Madrid a vedermi la feria di ARCO, per la seconda volta. Secondo me era meglio l'edizione dell'anno scorso, o forse era il mio entusiasmo che l'anno scorso era maggiore per essere la prima volta, ma fatto sta che non ho fatto tante foto come l'altra volta.


















Conclusioni: dalle suddette parole si evince che, sebbene il tempo a mia disposizione sia minore, giacche' ora lavoro ad orario piu' che completo, l'incremento dello stipendio aiuta a fare di piu'. Evviva gli aumenti di stipendi! Si evinc anche che il 2007 e' iniziato de puta madre, con le strapile. Vediamo come continua. Evviva il nuovo anno!

E con questo, arrivederci.

Saturday, February 03, 2007

Carlos Irijalba
Galleria Altxerri



Kwang Young Chun


















Friday, December 15, 2006

Festa

Ed ecco le foto finalmente! Adesso che i vicini di casa hanno riattivato il wireless, finalmente sono di nuovo a portata di blog... dunque qui qualche particolare della festa, ma per chi volesse approfondire, consiglio questo link! Viva Michael!!!


Eccoci intenti nella prima fase della festa: il trucco! tutti addossati gli uni sugli altri davanti allo specchio del bagno e continuando a passarci da una parte e dall'altra ogni tipo di trucchi. "mascaraaaaaa, dov'e' il mascaraaaa!?!?!?"


la garrula andalusa...


all'inizio Michael c'era andato un po' pesante col trucco...


il povero Gael veniva ignaro della peculiarit� della festa, su cui naturalmente la zia carciofa (fidanzato suo) aveva sorvolato, cos� gli abbiamo trovato una parrucca di salvataggio, un po' di trucco, un boa ed un ventaglio: eccolo qua!


la vida es una tombola, tom-tom-tombola


de luz y de colooor, de luz y de colooor...


grandioso, l'unico che ha cantato dal vivo!


you give me feeever...


e la raffaella carrà quanto era bella?! è arrivato con aria easy e shawarma in mano e ci ha tirato fuori dallo zaino questo personaggione da urlo


fever, you give me fever... gran stile!


...poi la gente tornava ad assumere un aspetto normale... o quasi


ma anche sparruccati, la festa non demorde, anche perch� quando tutti ormai si stavano lasciando andare, Michael � ricomparso con il trucco rifatto ed una nuova ammalliante parrucca!

Tuesday, December 05, 2006

Seoul

Ma che brrrutta che e' sta citta'!
Allora, atterraggio all'aereoporto: guardo giu' mentre l'aereo si avvicina alla pista ed il mare sotto di noi e' marrone... ma proprio marrone! Sorvoliamo alcune isole e vedo che non c'e' spiaggia, solo una distesa di fango che circonda quei pezzi di terra spelacchiati, che vanno dalle tonalita' del marroncino chiaro, a quelle del marrone scuro, passando per un incerto verdone dei pochi alberi. Poi l'aereo tocca terra ed entriamo nell'aereoporto. Non un segno, ne' una foto, tutto di una pulizia disarmante e assolutamente spoglio, pareti grigie e di vetro.
E poi non parlano! Al controllo passaporti ti guardano con un'aria da tartarughe inebetite e non dicono nulla, ne' buongiorno ne' arrivederci. E vabbe'. Ma te credo che non hanno granche' da dirti: la strada dall'aereoporto alla citta' e' una successione di paesaggi desolati, spogli ed inespressivi, il tutto accompagnato da una persistente puzza dolciastra. Ci ho messo una giornata intera a capire da dove viene quell'odore, e adesso penso di aver capito: e' quella specie di pesce secco che mangiano come fosse na delizia. E' terribile!
E la citta'... boh! Inespressiva. Un'accozzaglia di palazzoni senza carattere, che fanno pensare quasi ad un Est-Europa orientalizzato e rimodernizzato. Non so... porelli. Mi fanno troppo ridere le ragazzine che non stanno mai ferme: alla fermata del metro continuano a passare il peso da un piede all'altro, dondolando tutte in gruppo. E camminano storti, cambiando direzzione in continuazione.
Insomma, non un gran bel posto.

Sunday, November 05, 2006

Russia, ex top manager cambia sesso per sfuggire alle pretese delle mogli
MOSCA - Cambia sesso per sfuggire agli obblighi familiari. Gli alimenti e le case per due ex mogli, il costoso shopping delle occasionali amanti, il mantenimento dei figli: ecco perché un ex top manager della Mosca che conta ha cambiato sesso e, da Oleg è diventato Olga. "Provavo invidia per le donne - confessa al tabloid "Moskovski Komsomolets" - che per il semplice fatto di essere belle ricevono amore, cure, denaro, senza dover dare nulla in cambio. Ho deciso di vestire i loro panni e mandare al diavolo mogli e amanti che non facevano altro che chiedermi soldi". Deciso a dare alla sua vita una svolta, Oleg ha divorziato dalla seconda moglie Kristina e si è sottoposto ai test psichiatrici richiesti dalla legge, ottenendone gli opportuni certificati. Poi ha fatto una cura ormonale e la dolorosa operazione, necessaria al cambiamento di sesso. "Mi resta un ultimo intervento di chirurgia plastica al viso, per completare la metamorfosi", afferma al giornale. Intanto, la vocale in più sul passaporto gli è costata un prestigioso impiego manageriale in una grande compagnia informatica, della quale non fa il nome per riservatezza. I suoi superiori hanno ritenuto che la svolta fosse un po' troppo radicale per venire accettata dai colleghi, e hanno "caldamente consigliato" le dimissioni in cambio di una sostanziosa buona uscita. Olga non si è persa d'animo: ha usato la liquidazione per mettere in piedi una propria compagnia, sempre nel settore dei computer. Se la cava abbastanza bene, anche perché ha smesso di versare gli alimenti alle ex mogli: "Come donna, non possono chiedermi nulla. L'uomo che avevano sposato non esiste più".
"Per tutta la vita - ha detto - ho lavorato a ritmi atroci per mantenere compagne che non erano mai contente. Anch'io ho il diritto di sentirmi debole, di essere amata non per i soldi ma per me stessa. E magari di trovare in futuro qualcuno che si curi del mio benessere". Si è alienata l'affetto dei figli: il maggiore non vuole più sentirne parlare, la più piccola, che ha tre anni ed è nata dal secondo matrimonio, viene tenuta a distanza dalla madre. Ma Olga non sembra farsi troppi crucci, presa com'è dalla nuova esistenza: "Non fosse per il fatto che ho più di quarant'anni - afferma - avrei i parametri ideali per fare la modella: sono alta 1,78, peso 65 chili, anche in attesa della plastica facciale sono una bella donna. Fossi già nata con questo sesso, invece di scaldare la sedia in ufficio avrei camminato sulle passerelle". Il caso di Oleg, secondo Serghei Anisimov, il chirurgo che lo ha operato, è unico in Russia: "E' il primo uomo che mi capita a voler cambiare sesso a causa delle delusioni nella vita familiare, e uno dei rarissimi che lo decidono così tardi e con due figli alle spalle".


e queste sono le poche foto del compleanno del Miguelito, venute cosi' tutte rosse grazie alla lampada della sala. mi piacciono un sacco!


...


mirala con estos ojos de petarda que tiene!

Saturday, October 21, 2006

Tokyo

...e alla fine non ho scritto di Tokyo quando gli odori e le immagini erano ben vivi nella mia mente, mente ero immerso nella vita della città. Avrei voluto lasciare qualche parola nell'aria prima di andare dormire, dopo la mia prima sera giapponese, ma rientrato nel NEW IZU Hotel a tarda notte, dopo aver spinto le suole delle mie scarpe alla scoperta di Asakusa e Ginza e poi ancora di quartieri ignoti, che mi chiamavano con strade alberate e vicoli come sirene, una volta scritte le e-mail di dovere e controllato velocemente la posta, non ho saputo resistere al richiamo del letto, e ho lasciato vuota la piccola entrata dell'albergo. Due divani verdi, unt acquario davanti alla finestra, guide del giappone, un telefono pubblico ed un distributore di bibite di fianco al computer. Quiete famigliare sul pavimento di moquette, il bancone della reception ed il viso della signorina cosi' gentile, che mi dava con un sorriso timido le chiavi di una stanza pulita. E sul letto una vestaglia giapponese, ben piegata con di fianco la sua cintura annodata su se stessa a forma di pentagono.
Come si puo' resistere alla tentazione di un simile invito? A togliere le claze, stiracchiare i piedi ed immergersi sotto le lenzuola tese e profumate? Lusso che, a casua solo della mia pigrizia in: 1 fare il letto, e 2 tantomeno stirare le lenzuola, raramente mi concedo. Ecco.
Cosi' l'e-mail la scrivo dopo una serata barcellonese, trascorsa a guardare "Good night and good luck" e a bere un succo d'ananas al bar sotto casa. E' cosi'. Ma tutto sommato, quelle sensazioni dell'impatto carlo-nipponico, sono ancora ben chiare nella mia mente, anche con il sottofondo musicale del barrio gotico. Innanzitutto la mia inaspettata pazienza stoica: dopo essere arrivato da un volo Barcellona-Parigi-Tokyo, aver cercato tutte le compagnie aere che volavano verso la Cina ed aver aspettato ore per trovare un biglietto per Pechino, passando da uno standby all'altro, infatti, quando è finalmente comparsa la possibilità di farmi salire su un volo, il check-in della Japan Airlines mi ha mandato alla cassa a pagare, dove dietro al vetro, una signorina si è amabilmente persa a controllare e mettere a computer dati interminabili e di dubbia utilita' (operazione peraltro interrotta anche da una telefonata) e a provare e riprovare la carta di credito fino a farmi perdere il volo. Vedendo sfumare dietro le lancette del grande orologio sull'entrata della hall l'unica possibilita' che avevo d'arrivare a Pechino in giornata, ho pazientemente persuaso la suddetta signorina del fatto che non sarebbe comunque stato possibile raggiungere il gate nei seguenti 4 minuti e 35 secondi e che era il caso che mi ridasse la carta di credito. Ho ringraziato, salutato e sono sparito fra la folla che camminava verso il treno che porta in centro.
Ed e' stato gia' dal treno che Tokyo mi ha stupito con case basse e strade tranquilee e pulite, gente a piedi ed in bici, piante dappertutto e cani e gatti. Insomma, non la metropoli che avevo in mente io! Uscito dalla stazione ho visto un po' di insegne e luci sui palazzi, ma tutto sommato sembrava ancora normale, nessuna navicella spaziale in vista, sospesa nell'aria in mezzo ai grattacieli. Il quartiere dove alloggiavo era tranquillo, con case basse e piantine davanti alle finestre. L'aria pulita, vento che portava il profumo di mare, ed improvvisamente un tempio buddhista enorme in mezzo alle case, di sera, ben illuminato in mezzo al suo giardino... e dopo il tempio un altrettanto imponente piatto di sushi sotto le mie fauci affamate! Il sushi bar ha avuto successo incontestato, le mie papille gustative hanno gioito sommamente ed il mio stomaco altrettanto. Tokyo mi accoglieva inaspettata e sorridente, con la sua aria fresca, il canale tranquillo in mezzo alle case sotto il cielo stellato e la gente che passeggiva tranquilla.

Ed ora che il sonno si impossessa di nuovo di me, mi lascero' sprofondare nel mio letto nero e arancione, spegnero' la luce e andro' a dormire, aspettando di finire presto queste righe, nei prossimi giorni. Buona notte...


ueno


quartiere dell'elettronica


negozio consigliato per l'acquisto di iPod...


camminando verso il centro


TOEI?


stazione metro


intersezione linee, attenzione: sotto TOEI, sopra ai lati METRO, sopra al centro FERROVIE. e poi a Torino festeggiano l'inaugurazione della prima met� dell'unica linea di metropolitana... come sono critico!


tempio di confucio?


non staranno proprio comodi quegli animaletti lass�, i cinesi sembrano pi� compassionevoli...


...


soffitto


effettivamente i commenti che faccio alle foto sono proprio fondamentali...


altro tempio


per chi pensa che i maestri del kitch siano i cinesi


?!


?


spqg


sono pazzi questi giapponesi


ordi tokyo


mura del palazzo


dalla spianata imperiale


entrata a palazzo


crazy shinjuku


shinjuku


chi mi dice cosa sono?


dopo l'istituto italiano


che vergogna, non mi ricordo nemmeno il nome del tempio


sono in un cartone animato giapponese


ginza


dior


ginza


ginza shops


l'immancabile mac


louis vuitton


louis vuitton


louis vuitton


keisei line


ultimi segni di vita della macchina fotografica


verso l'aereoporto

...e sull'autobus dall'aereoporto verso il centro di Barcellona, mi riascoltavo queste note.



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Wednesday, October 18, 2006


Ma guardate che gran figo mio nipote!!! :)

Sunday, October 15, 2006

Lost in translation

Ieri sera, poco dopo il tramonto, stavo cenando con un artista cinese e la sua famiglia in un piccolo villaggio nella campagna intorno a Pechino. Stasera, alla stessa ora, passeggiavo con occhi spalancati in mezzo alla confusione - rumori e immagini - di un mercato di Tokyo, incastonato sotto due sopraelevate poco lontane dal centro della citta`. Domani, ancora poco dopo il tramonto, camminero` probabilmente verso casa, fra le vetrine ed i palazzi di Barcellona, con in spalle uno zaino pieno di regali.
Tutto scorre molto in fretta. E allo stessi tempo con un`intensita` inaspettata.
Tiro le somme delle mie giornate asiatiche: mi sono lanciato in questo viaggio con un entusiasmo cieco, leggero. Sono passato quattro giorni a Pechino e quattro a Tokyo come se si trattasse di tornare a casa per il fine settimana. Non tanto Tokyo, che in fin dei conti mi ha accolto con la spontaneita` di una citta` inedita, quanto Pechino, che ha scavato dentro di me portando alla luce del sole, come un aratro, tutte le emozioni che gli ultimi anni avevano coperto. E` una sensazione forse mai provata, quella di rendersi conto che si aveva allontanato dai propri pensieri un qualcosa che adesso riaffiora completamente, dicendoti che e` arrivata l`ora di farsi sotto. E digerire.
Riparto gia` per la culla europea, ma con una coscienza differente.
Rimugino. E so che fra i tetti della citta` proibita ed i camion rumorosi dei lavori in corso, mi aspetta l`ultima resa dei conti. "A noi due" direbbe Balzac.

Saturday, October 14, 2006

Terzo giorno

Dopo una mattina passata a contrattare in un mercatino, comprando paia di scarpe puma a pochi euro l`una, dopo un pomeriggio trascorso a parlare in cinese con un sacco di artisti, tutto mi sorride di piu`. Tutto sommato, la grande macchina della citta` mi sta riprendendo con malizia nel suo nido di sopraelevate e vicoli grigi.

Ora il problema che si profila all`orizzonte e` quello dell`imminente partenza!